Gucci Cosmogonie
Un tributo ad un angelo della storia
Un sincero e devoto omaggio al pensatore Walter Benjamin ha illuminato la notte del 17 Maggio 2022, facendo vibrare l’universo delle costellazioni nella splendida cornice di Castel del Monte. E tra i Maneskin stupendamente abbigliati e il pantheon di divi giunti in Puglia da tutto il mondo un nome risuonava nella Cosmogonia di Gucci: quello di Benjamin. A lui è dedicato il saggio di Hannah Arendt L’Angelo della Storia, pubblicato nel 1968 a distanza di 28 anni dalla sua tragica morte avvenuta durante la fuga dei due dal regime nazista.
Ed è questo scritto della Arendt, che si basa sugli ultimi pensieri del filosofo, ad ispirare la riflessione di Alessandro Michele, che attribuisce a Benjamin la straordinaria capacità di unire con le sue citazioni il passato e il presente, la Storia e l’Adesso, punti distanti nel tempo e nello spazio, tessendo ‘costellazioni esplosive’. La collezione si configura quindi come un tributo a quest’uomo straordinario, paragonato ad un pescatore di perle per l’abilità di recuperare citazioni dal passato, riportandole alla superficie del presente, come fossero perle dal fondo dell’oceano. E forse fu proprio la sua completa incapacità di vivere rinunciando alla summa di pensieri che aveva raccolto che lo condusse alla morte.
Il pragmatismo di Benjamin, la sua intelligenza nel creare collegamenti tra citazioni, facendole rivivere in pensieri profondi e innovativi, lo rende nel disegno di Michele l’emblema di chi pensa creando costellazioni. A chi non rinuncia ai propri pensieri, a chi non vive senza i pensieri degli altri, a chi intreccia la storia creando appunto nuove costellazioni: ad essi è rivolto lo studio dei capi di Gucci, presentati come molteplici cosmogonie. Sfilano così abiti che riverberano di sfarzo, pietre, effetti scintillanti e psichedelici, in un turbine che trasmette tutta l’energia del presente riecheggiando il passato… come da DNA di Gucci by Michele.