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Uno studio di CEC pone l’occhio sui principali marketplace online

I risultati di un’attività di ‘mystery shopping’ per valutare la sicurezza e la conformità normativa


Tra febbraio e maggio 2026, la Confederazione Europea delle Calzature (CEC) ha coordinato un’attività di ‘mystery shopping’ (acquisti in incognito) per valutare la sicurezza e la conformità normativa di calzature acquistate attraverso tre importanti piattaforme online: Shein, Temu e AliExpress. L’indagine ha riguardato sette paesi europei, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Italia, Portogallo, Spagna e Regno Unito, e si è concentrata su calzature acquistate direttamente da venditori online tramite canali di e-commerce. I risultati sollevano serie preoccupazioni in merito alla conformità dei prodotti messi a disposizione dei consumatori europei attraverso tali piattaforme.

Oltre un terzo delle calzature non ha superato i requisiti di conformità chimica: i test hanno riguardato diverse sostanze potenzialmente pericolose, tra cui ftalati, formaldeide, metalli pesanti, cromo esavalente (cromo VI), rilascio di nichel, idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e paraffine clorurate a catena corta (SCCP). Gli esiti confermano le preoccupazioni già sollevate in altri settori europei riguardo la presenza di prodotti non conformi, immessi sul mercato attraverso canali di e-commerce transfrontalieri. I risultati dimostrano la necessità di un rafforzamento sostanziale dell’applicazione delle norme per i prodotti venduti tramite marketplace online e canali di importazione diretta ai consumatori.

I prodotti destinati ai consumatori europei devono soddisfare i medesimi requisiti di sicurezza e conformità normativa, indipendentemente dalle modalità con cui accedono al mercato. CEC sollecita pertanto, ancora una volta, la Commissione Europea e gli Stati membri dell’UE a garantire un’applicazione efficace delle norme e una chiara responsabilità lungo l’intera catena di approvvigionamento dell’e-commerce, ivi comprese le piattaforme che agevolano la vendita di prodotti non conformi ai requisiti dell’Unione Europea.