La sostenibilità
secondo Gritti Group

Faccia a faccia con Paolo Gritti


Quali sono i principali passi che avete fatto verso la sostenibilità?

La ricerca di materiali a basso impatto ambientale che spaziano da quelli naturali (come ad esempio il corozo, materiale di origine vegetale e biodegradabile), fino ad arrivare a prodotti realizzati con resine bio-based, ossia provenienti da fonti rinnovabili e non petrolifere. La percentuale rinnovabile di questi prodotti è in costante aumento, attestandosi oggi al 67%. Nell’ampia gamma di materiali in collezione, si annoverano anche quelli nei quali vengono inseriti scarti di altre produzioni, come la carta, la pietra, il legno e la plastica. La nostra azienda inoltre utilizza energia elettrica da fonti rinnovabili e già dal 2015 ha aderito al programma Detox di Greenpeace.

Qual è il vostro approccio nei confronti delle certificazioni eco?

Supportiamo i nostri prodotti con certificati che ne attestino la veridicità, per evitare il facile greenwashing. A livello generale, lavorando con clienti provenienti da diversi continenti, possiamo certamente riscontrare una discrepanza nelle richieste di certificazioni che arrivano alla nostra attenzione, le quali variano da Paese a Paese. Una maggiore uniformità a livello mondiale nelle certificazioni renderebbe più chiara e gestibile questa materia che per molti è ancora poco conosciuta.

In che modo comunicate le politiche ‘green’ aziendali?

Principalmente veicolandole nelle collezioni, le rendiamo cioè concrete nei nostri prodotti. Ogni stagione diamo ampio spazio ai materiali ecosostenibili facendo in modo che la filosofia ‘green’ venga comunicata direttamente dalle nostre proposte.


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