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‘Ravone à porter’, la nuova installazione di Filomena Guzzo

Dal fango alla traccia: un rito collettivo di rinascita a Bologna


Da domenica 24 maggio (e fino a tutto il mese di giugno) MAMA Maison Malvasia ospita ‘Ravone à porter’, l’installazione performativa di Filomena Guzzo, nata dal dialogo con il quartiere Porto e con la memoria dello straripamento del torrente Ravone. Al cuore dell’opera c’è un gesto concreto: ciò che è stato distrutto viene caricato su una carriola e portato al centro.

Il fango si svuota, la maceria si scioglie, e ciò che sembrava finito si trasforma in colore, traccia, movimento. Gli abiti salvati entrano per ultimi: non costumi, ma sopravvissuti che attraversano il buio per camminare nella luce. La performance è un atto di liberazione che diventa trasformazione. Niente simboli astratti: solo materia che cambia stato. In parallelo si apre uno spazio partecipativo dove il pubblico può provare l’esperienza: tracciare, sporcarsi, colorare.

Un momento di rinascita collettiva in cui si passa da spettatori a parte della materia stessa. L’intervento vuole suggerire poesia ad un tema sociale radicato nel territorio. Filomena Guzzo opera sulla linea sottile tra sogno e realtà, attraversando arte, moda e design. Le sue installazioni sono eventi emotivi in cui aprire gli occhi significa sorprendersi e sognare.