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La sostenibilità
secondo Pinori Filati

Faccia a faccia con Raffaella Pinori


Quali sono i principali passi che avete fatto verso la sostenibilità?

Nel 2010, quando ancora il tema dell’inquinamento globale non era avvertito dai brand come una delle più importanti sfide per il futuro, il nostro fondatore, Roberto Pinori, ideò un nuovo prodotto che veniva dall’esperienza del cardato pratese del riciclo ma non si trattava di lana, bensì del tessuto più  amato dai giovani e cioè il denim. Il jeans aveva due vantaggi: quello di essere in origine un prodotto naturale, in quanto 100% cotone, e quello di essere un tessuto facilmente selezionabile. Nel tempo la filosofia di Pinori Filati è stata quella di introdurre, in modo ancora più incisivo, la parte sostenibile dei prodotti, fino ad arrivare oggi ad una collezione quasi interamente dedicata ai fili riciclati, organici e rispettosi della cura dell’animale da tosa.

Qual è il vostro approccio nei confronti delle certificazioni eco?

Riteniamo che le certificazioni siano necessarie per avere un riferimento condiviso tra i brand e la filiera. Tuttavia, la proliferazione di standard fa solo incrementare i costi legati alle certificazioni, soprattutto per aziende che operano nel mondo dei filati fantasia multicomponente. Chi produce fili fantasia non fa un mono prodotto, ha un alto turn over, e per questo motivo le certificazioni sono difficili da gestire. Di fatto noi abbiamo scelto la strada di Textile Exchange per le certificazioni sull’organico, riciclato e animal welfare mentre, per quanto riguarda le sostanze chimiche, ci siamo affidati a ZDHC con 4sustainability® relativamente alla selezione e alla gestione dei fornitori e dei prodotti. Dal pakaging agli imballaggi, dai cataloghi alle cartelle colore, infine, cerchiamo di utilizzare prodotti di recupero.

In che modo comunicate le politiche ‘green’ aziendali?

Principalmente attraverso i canali b-to-b e cioè le nostre cartelle colori, il sito web, i social, ma la migliore comunicazione viene dal cliente, dal passaparola, dalla reputazione che ti spinge, anno dopo anno, ad aggiungere un piccolo obiettivo in direzione green.