European Footwear Confederation sollecita l’UE ad agire ora
Chiesta l’introduzione della designazione di ‘importatore presunto’
Gli operatori commerciali e le industrie europee sono profondamente preoccupati per l’aumento delle importazioni di piccoli quantitativi di merci. L’introduzione della figura dell’’importatore presunto’ nel 2028 arriva troppo tardi. Viene chiesto all’UE e ai suoi Stati membri di istituire, senza ulteriori indugi, l’obbligo legale per gli operatori stranieri di nominare una persona o un’entità giuridicamente responsabile nell’UE per le importazioni di e-commerce. La straordinaria crescita dell’e-commerce negli ultimi anni ha portato a un numero esponenziale di piccoli pacchi di merci di basso valore che entrano nell’UE, ognuno dei quali deve essere accompagnato da una dichiarazione doganale individuale a seguito dell’entrata in vigore delle nuove norme IVA per l’e-commerce nel 2021. Nel 2022, ad esempio, sono state presentate quasi 1 miliardo di dichiarazioni doganali per merci di basso valore.
Gli enormi volumi dell’e-commerce stanno mettendo a dura prova le capacità doganali. Infrazioni come la frode IVA, la violazione degli standard UE in materia di salute e sicurezza, la violazione dei diritti di proprietà intellettuale e le dichiarazioni ingannevoli alimentano la concorrenza sleale all’interno del Mercato Unico, svantaggiando le imprese che rispettano gli elevati standard dell’UE. Tali pratiche commerciali scorrette, legate a piccole spedizioni, stanno corrodendo intere catene del valore industriale, erodendo forza e resilienza economica e mettendo a rischio la salute dei consumatori. In questo contesto, viene accolto con favore il piano dell’UE, con il nuovo Codice Doganale dell’Unione (CDU), di introdurre il cosiddetto ‘importatore presunto’, ovvero piattaforme responsabili di garantire il pagamento dei dazi doganali e dell’IVA al momento dell’acquisto, nonché degli obblighi non finanziari. Tuttavia, se l’introduzione dell’’importatore presunto’ avverrà solo nel 2028, sarà troppo tardi. Nei prossimi anni, la pressione sulle industrie, dovuta alla concorrenza di operatori commerciali non conformi che non si assumono alcuna responsabilità per la non conformità, aumenterà a tal punto da diventare insostenibile, minacciando il sostentamento di un numero ancora maggiore di operatori economici, con conseguenti ingenti perdite di posti di lavoro.
L’introduzione dell’obbligo di nominare una persona o un’entità giuridicamente responsabile nell’Unione Europea è da tempo necessaria. Tale obbligo può essere istituito molto prima del 2028 con un semplice regolamento UE, in tempi brevi, ben prima dell’introduzione dell’’importatore presunto’ e di altri elementi del Codice Commerciale Uniforme (UCC). I mercati online e qualsiasi rappresentante dell’UE legalmente responsabile dovrebbero essere soggetti a meccanismi di applicazione chiari e vincolanti per garantire che i prodotti immessi sul mercato dell’UE siano conformi ai requisiti EPR applicabili (inclusi imballaggi, RAEE, batterie e tessuti), prevenendo così il free-riding e salvaguardando condizioni di parità. Queste iniziative produrranno i loro effetti completi solo nel medio termine.