Secoli Fashion Show 2022 – SENSE
Torna in presenza uno degli eventi più attesi nel panorama moda, con la sua 39a edizione
Il 24 giugno scorso, al Talent Garden di via Calabiana, gli studenti di Istituto Secoli sono tornati a calcare la passerella del ‘Secoli Fashion Show’. La 39° edizione dell’evento più atteso dai fashion designer dell’istituto ha visto la partecipazione di un pubblico numeroso, entusiasta delle collezioni presentate dai giovani studenti. Accanto agli studenti, il Comune di Milano che ha concesso il patrocinio e le più importanti associazioni del settore moda: Antia, Camera Nazionale della Moda, Iacde, Piattaforma Sistema Formativo Moda e Sistema Moda Italia.
Tema di ispirazione della sfilata è stato il concetto SENSE, inteso come atto del sentire estetico, attraverso la lettura dell’immagine colta nella sua narrazione creativa. Un’interrogazione profonda sul concetto di estetica, concepita come sensazione ed intuizione, bellezza e percezione, finalizzata al raggiungimento di un’esperienza di soddisfazione intima e sensoriale che accompagna alla ‘bellezza del senso’. SENSE porta alla costruzione di ambienti estetici, ciascuno definito da un proprio carattere, temperamento. Come da tradizione, diversi partner prestigiosi hanno supportato i designer nello sviluppo e realizzazione dei loro progetti. Lo show, dopo due anni, è finalmente tornato in presenza: “Non ci sono parole, mi avete emozionato. Ho visto in passerella passione, talento, creatività, competenze tecniche” – dichiara Matteo Secoli, Presidente dell’istituto – “Il mio augurio è che manteniate la stessa passione e la stessa gioia che avete espresso in questi anni a scuola con i vostri colleghi provenienti anche da Paesi diversi ma tutti accomunati dall’amore per progettare e fare moda”.
Infine al termine dell’evento molti studenti hanno meritato riconoscimenti importanti da parte delle prestigiose aziende partner; tra questi Federica Bombieri che ha infatti avuto l’opportunità di essere intervistata dalla nostra redazione e dalla quale abbiamo subito capito di avere una passione in comune: la creatività. Di creatività e passione per la moda sono infatti impregnate le risposte alle nostre domande.
Chi è Federica e quali sono le sue passioni?
Il mondo dei tessuti, dei fili, dei bottoni mi ha affascinato sin dall’infanzia. Passavo molto tempo, infatti, a giocare con le amiche del quartiere a travestirci. Io, ovviamente, facevo sempre la parte della stilista. Bastavano vecchi abiti dall’armadio di mia nonna o delle mie zie, o vecchie lenzuola, una forbice e spille da balia e si partiva con la fantasia ad improvvisare abiti direttamente sulle mie modelle. La manualità è sempre stata un mio punto di forza; mia madre, infatti, già alle scuole elementari iniziò a insegnarmi bricolage e i punti base di ricamo, che divennero due lavoretti divertenti con cui passare il pomeriggio, stimolando continuamente la mia creatività e alimentando la mia curiosità per il mondo artigianale. Verso la fine delle scuole medie questa voglia di creare si è piano piano trasformata da gioco in vera e propria passione, e fu qui che mi regalarono la prima macchina da cucire, che appresi a usare grazie a mia nonna, un tempo sarta, che mi insegnò i rudimenti del mestiere.
Cosa ti ha spinto a far diventare questa tua passione un lavoro e quindi a scegliere questo percorso di studi e l’Istituto Secoli in particolare?
Sfortunatamente, questa passione rimase solo un hobby durante il periodo delle scuole superiori, dove intrapresi un percorso di studio presso il liceo di scienze umane per diventare maestra. Nonostante questo, però, sentivo dentro di me che non ero destinata a quel mondo ma che mi aspettava qualcosa di più grande, nel mondo della creatività, della moda. Così durante gli anni delle superiori iniziai a mettere da parte i miei risparmi, in una busta, destinata a realizzare il sogno di una bambina, quello di diventare sarta e mi informai su tutte le scuole d’Italia che mi avrebbero potuto dare la giusta formazione per realizzarmi, iscrivendomi a newsletter e scaricando brochure. Durante quel periodo passai molto tempo con la mia macchina da cucire, creando abiti per me e per la mia famiglia, ricamando e sperimentando accessori artistici con scarti di tessuto che mia zia portava a casa dall’azienda presso cui lavorava. Era giunto l’ultimo anno di superiori, lì avrei dovuto compiere una scelta importante per il mio futuro, così decisi di iscrivermi a un corso pomeridiano di sartoria a Verona, che frequentai per qualche mese. Purtroppo, però, da un lato l’elevato costo delle scuole di moda e dall’altro la mia famiglia, che vedeva questa passione come limitata a un hobby e preferiva che intraprendessi un percorso di laurea presso un’università, mi ha portata a mettere da parte questo sogno e a iscrivermi a un corso di laurea in filosofia all’università di Padova. Arrivò la fine del primo semestre, in cui diedi tutti gli esami con il massimo dei voti e iniziai a frequentare le lezioni del secondo semestre, convinta della mia passione per la filosofia e le scienze umane. Era marzo del 2019 quando per caso controllai le mail nella sezione delle promozioni, cosa che solitamente non facevo. Ero rientrata a casa a Verona per il weekend quel giorno; dopo pranzo lessi la newsletter dell’Istituto Secoli, a cui mi ero iscritta quattro anni prima, la quale promuoveva le nuove fasce di agevolazione per il reddito per i corsi in partenza. Subito la mia mente partì per un viaggio entusiasmante a Milano, la capitale della moda. Mi girai, guardai mia mamma, seduta sulla poltrona, e le dissi: “Mamma io mollo tutto e vado a Milano”. Mi diede tempo due settimane per decidere cosa fare della mia vita, ma il giorno dopo, tornata a Padova a lezione non riuscivo a stare con i piedi per terra e passavo le giornate a fantasticare su quel sogno che tanto desideravo realizzare. Così tempo un giorno vendetti tutti i libri, mi ritirai dall’università e iniziai a cercare lavoro, in modo da poter mettere via altri soldi per potermi pagare le rette della scuola. Non è stata una scelta facile, da un lato avevo la mia famiglia che mi premeva a concludere l’università e a prendere una laurea, dall’altra c’era quel sogno di una bambina, che sentivo non poteva rimanere solamente un hobby. Poco tempo dopo ero catapultata nella grande città di Milano, a studiare moda presso un istituto che mi avrebbe permesso di formarmi a 360 gradi, dallo sketch dell’idea creativa per poi giungere alla sua realizzazione, attraverso la modellistica e la sartoria. Infatti, il mio obiettivo è da sempre quello di conoscere tutte le fasi della realizzazione di una collezione, le quali sono interdipendenti tra loro.
Dato che hai svolto questo cammino durante la pandemia, quali difficoltà hai incontrato oppure è stata un’opportunità per vedere il proprio operato in modo differente?
Durante la pandemia non è stato semplice. Molte lezioni sono passate da essere interattive e stimolanti in aula, a video registrati online. Essendo materie pratiche si è sentita molto la mancanza del rapporto stretto con i docenti e le spiegazioni dal vivo. Nonostante questo non mi sono mai demotivata ma anzi l’ho presa come una sfida personale. Mi sono sempre esercitata tanto e ho sempre cercato di sfruttare tutte le opportunità, dai video online, alle prenotazioni delle aule a scuola, alla possibilità di fare domande ai docenti. Spesso mi sono trovata da sola in aula con il docente di turno, un’opportunità unica per imparare sempre di più. Non mi sono mai fermata, la mia curiosità non si è mai spenta e la mia passione mi ha permesso di arrivare ad un livello che non avrei mai pensato di raggiungere quando mi sono iscritta all’Istituto Secoli.
Che prospettive vedi per il tuo ingresso nel mondo professionale della moda?
Innanzitutto il primo obiettivo sarà terminare con soddisfazione il progetto di tesi di laurea che si fonde sul ‘pensiero creativo’ e come questo può influenzare una collezione di moda e non solo. Grazie al corso di studi intrapreso, ho potuto alimentare e approfondire la mia forte passione per tutto quello che rientra nel mondo della moda, per questo sono aperta a tutte quelle prospettive che mi permettano di mettere in gioco la mia creatività e di ampliare le mie conoscenze tecniche attraverso l’esperienza diretta. In particolare, vorrei entrare in sartoria o in modellistica, per una delle più importanti case di moda, in modo da poter esprimere al meglio la mia manualità e la mia passione per l’artigianato.