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Secoli Fashion Show 2023
Faccia a faccia
con Margherita Aureli

Intervista al talento emergente del panorama moda


Chi è Margherita Aureli e quali sono le sue passioni?

Ho 22 anni, sono toscana ma vivo a Milano da ormai 4 anni. Mi sono diplomata a dicembre in Fashion Design e Tecnologie del Prodotto Moda e attualmente lavoro come modellista per una grande azienda. Uno dei tratti fondamentali del mio carattere è sicuramente la dedizione: mi impegno appieno in tutto ciò che faccio, sono determinata a raggiungere i miei obiettivi e a dare sempre il massimo e credo che la mia motivazione derivi dalla consapevolezza che ogni impegno richieda uno sforzo costante e che i risultati gratificanti siano frutto della perseveranza. La cura dei dettagli è un altro tratto che caratterizza il mio approccio lavorativo perché ogni aspetto e dettaglio può fare la differenza nel raggiungimento degli obiettivi e nel creare un lavoro di qualità. Sono cresciuta nell’ambiente moda perché mia nonna aveva un laboratorio di plissettatura nel magazzino di casa in cui hanno lavorato anche mia mamma e mia zia. Ho quindi respirato quest’aria fin da piccola, circondata da pezze di tessuto, macchine e forni plissé. Nonostante questo ho iniziato ad appassionarmi veramente al campo moda solo tra le scuole medie e il liceo, quando mi sono accorta di essere particolarmente portata per lavori tecnici e manuali. Amo la praticità, il concreto, amo toccare i tessuti. Studiare e mettere in pratica ciò che stavo imparando ha poi davvero alimentato sempre di più la mia passione e curiosità per questo mondo.

Cosa ti ha spinto a far diventare questa tua passione un lavoro e quindi a scegliere questo percorso di studi e Istituto Secoli in particolare?

Volevo studiare in un ambiente che mi offrisse una formazione completa e professionale riguardo tutto il ciclo produttivo di un capo, quindi con una particolare attenzione alle professioni tecniche perché senza di queste la figura dello stilista/creativo è nulla. È appunto un ciclo in cui ogni ruolo dipende dall’altro e l’unico modo per aiutarsi a vicenda è avere tutte le competenze perché lo stilista deve anche essere un po’ modellista per disegnare capi che possano funzionare, così come il modellista deve conoscere la sartoria per capire come costruire i modelli e come pensare tutte le lavorazioni. Istituto Secoli si è rivelato per me la scelta ideale proprio per questo motivo, essendo rinomato per offrire programmi di studio completi e altamente qualificati che coprono tutti gli ambiti che vanno dalla progettazione alla produzione. Inoltre, l’ambiente accogliente e stimolante dell’Istituto ha confermato la mia scelta perché abbiamo a disposizione dei professionisti che non solo ci trasferiscono le proprie nozioni ed esperienze ma creano anche una sinergia positiva che alimenta la nostra creatività e crescita personale.

Quali sono state le difficoltà maggiori che hai incontrato durante il tuo percorso per creare una collezione?

Penso che la cosa più difficile nel creare una collezione sia gestire e legare bene tutte le fasi di creazione perché si tratta di un grande processo che coinvolge diversi passaggi, ognuno di questi pieno di sfaccettature e fattori da considerare. Il mio vantaggio è sicuramente stato la gestione totalmente indipendente di tutte le fasi perché davanti ai problemi incontrati nel percorso ho avuto totale libertà di pensare e risolverli come volevo io, senza dover render conto a terzi. La mia collezione in particolare richiedeva l’utilizzo di tessuti medio-pesanti come denim, rasi di lana e cotoni rigidi che però dessero un’idea di fluidità a livello percettivo. È proprio attorno a ciò che si è sviluppato il mio concept ed è stata una delle difficoltà principali ma anche la più stimolante da gestire perché è soprattutto lì che entra in gioco la creatività. Penso inoltre che, soprattutto nella fase di progettazione e di sviluppo del concept, sia difficile creare qualcosa di esclusivamente personale che possa andare oltre ai trend e alle convenzioni del momento. Mi dà molta soddisfazione guardare i miei outfit e rispecchiarmici. Raccontano di me, sono io.

Quali prospettive vedi per il tuo ingresso nel mondo della moda?

Sono molto entusiasta perché la moda è un settore dinamico e in continua evoluzione, e questa è una delle cose da cui sono più affascinata perché mi spaventa molto la monotonia, la stabilità. Sono davvero tanto aperta ai cambiamenti e credo che con la mia determinazione ed impegno io possa aprirmi le porte per una carriera stimolante e gratificante. Penso che quest’industria permetta di esprimere la propria individualità e visione artistica, e mi auguro di poter lavorare con professionisti che possano contribuire alla mia crescita personale e professionale perché voglio riuscire a fare la differenza attraverso il mio lavoro.