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La grande narrazione
della sostenibilità

In Fashionisti consapevoli. Vademecum della moda sostenibile scopriamo la grande rete della sostenibilità


La sostenibilità è la grande narrazione che ci mancava. Attraversa le discipline scientifiche e sociali, economiche e antropologiche e la sua importanza crescerà ancora, parallelamente ad un discorso politico e civile. Siamo sempre di più immersi in un mondo che ha preso coscienza che serve un cambiamento di approccio ma ancora non sa bene come farlo e cosa significhi. Ci sono doppie e triple velocità: Stati, aziende e sfere di consumatori che dettano i tempi e agiscono da anticipatori. E un’altra grande fetta, forse ancora troppo grande, che non ha assunto una direzione chiara e decisa.

La sostenibilità è dunque un sistema complesso, un intreccio e una rete di fenomeni, cause, comportamenti che non è possibile analizzare da un unico e centrale punto di vista. È un sistema aperto, che scambia informazioni con l’ambiente. Ha una struttura reticolare e i processi che la compongono non vivono in relazione di semplice causa ed effetto ma contano sempre molteplici fattori.

Come comportarsi in un sistema così stratificato, enorme? Cosa può fare un’azienda o una persona che vuole cambiare le sue abitudini di consumo? Come possiamo far dialogare al meglio le micro-scelte di chi consuma e le macro-scelte di chi produce?

Il libro di Francesca Rulli, Fashionisti consapevoli. Vademecum della moda sostenibile (edito da Dario Flaccovio Editore) nasce da questa presa di coscienza e mette in chiaro i diversi livelli in cui si può parlare di sostenibilità. Iniziando dai processi e andando ai prodotti. Partendo dal lato aziendale scopriamo infatti tutto sulla filiera sostenibile, dalle condizioni di lavoro all’impatto ambientale degli stabilimenti, dalla gestione delle sostanze chimiche alla tracciabilità e alla trasparenza, dall’integrità ed etica del management ai rapporti con gli stakeholder e il territorio. Capire i principi che muovono i processi di una filiera ha enorme rilevanza perché oltre alla meticolosa ricostruzione delle varie fasi riusciamo anche a capire come possiamo comportarci per fare passi avanti. Il vademecum si concentra inoltre sugli sforzi per comunicare la sostenibilità, evitando e sapendo riconoscere le insidie del green-washing e di tutte quelle pratiche poco trasparenti che nuocciono alla causa (dalle affermazioni vaghe ai claim pubblicitari palesemente ingannevoli).

Nella seconda parte del volume, entriamo poi nello specifico delle materie. Dalla lana al cashmere, dal cotone al denim, dal poliestere al nylon, infine seta, pelle ed ecopelle e la sempre più interessante tendenza verso le nuove fibre. Quello che possiamo certamente toccare con mano e scegliere con più cura nel momento in cui acquistiamo e riponiamo nel nostro armadio.

Per ogni fibra ecco stilata una matrice consapevole, fatta di punti di forza, vantaggi e criticità per far crescere la conoscenza e orientare scelte sempre più ragionate. L’approdo più naturale è dunque un graduale spostamento verso l’acquisto consapevole attraverso la costruzione di una pragmatica cassetta degli attrezzi: come interpretare il prezzo, come leggere un’etichetta, quanto valore ha il packaging e quali sono le alternative di acquisto, come fare per diminuire le micro-plastiche.

Nato dall’esperienza dell’autrice in questo campo, il libro è anche il frutto del lavoro portato avanti dal 2013 con 4sustainability, innovativo sistema e marchio di Process Factory (società di cui l’autrice è CEO) che misura le performance di sostenibilità su sei aree fondamentali di intervento: materie prime sostenibili (4s MATERIALS), chemical management (4s CHEM), tracciabilità (4s TRACE), dimensione sociale (4s PEOPLE) e circolarità (4s CYCLE). Un protocollo d’implementazione multidimensionale per intervenire in maniera mirata su alcuni aspetti e governare il sistema complesso ma necessario della sostenibilità: per fare tangibili miglioramenti e concorrere per davvero alla rivoluzione sostenibile.