Green Deal Leather:
gli aggiornamenti da Bruxelles
Verso un Impatto Negativo Zero dell’Industria Europea della Pelle
Lo scorso 16 maggio a Bruxelles i partner di European Tanning and Leather, COTANCE e industriAll Europe, hanno tenuto la conferenza finale del Green Deal Leather, concludendo così il progetto di durata biennale ‘Towards Zero Adverse Impact of the European Leather Industry – Green Deal Leather’ sostenuto dalla Comunità Europea. L’evento ha riunito in loco circa 100 partecipanti e ha segnato il punto di arrivo di un’iniziativa di successo finanziata dall’UE sul progetto di dialogo sociale tra le parti sociali europee e i rappresentanti nazionali di Spagna (ACEXPIEL), Portogallo (APIC), Francia (FFTM), Ungheria (MKZS), Italia (UNIC), Germania (VDL) e Austria (FVTBSL).
Tra gli interventi di maggior prestigio, un discorso di Judith Kirton-Darling, Segretaria Generale di industriAll Europe, che ha dichiarato: “Abbiamo una tradizione orgogliosa nella concia di pelle di buona qualità qui in Europa e vogliamo rendere anche il settore della pelle, come tutti i comparti manifatturieri, il più ‘green’ possibile. Allo stesso tempo, buone pratiche di salute e sicurezza sul posto di lavoro, con continua formazione e controlli, sono essenziali per realizzare un’industria della pelle più sostenibile. Il dialogo sociale è la chiave, e con i risultati preliminari di questo progetto, che fungono da base di riferimento, ora dobbiamo lavorare insieme per raggiungere l’obiettivo prefissato, ovvero zero incidenti.’’ Manuel Rios, Presidente di COTANCE, ha aggiunto: “Attraverso il progetto Green Deal Leather, COTANCE continua a dotare i conciatori europei degli strumenti e delle informazioni necessarie per progredire verso un futuro più sostenibile. Crediamo che la trasparenza sia la chiave per promuovere le nostre credenziali sociali e ambientali e dissipare le idee sbagliate comuni sulla pelle. Siamo orgogliosi di intraprendere questo viaggio a fianco dei nostri partner sociali”.
Gli studi condotti nel corso del biennio hanno rilevato che gli infortuni connessi ai processi di concia nei paesi dell’UE esaminati (Italia, Spagna, Francia, Germania, Portogallo, Ungheria e Austria) sono diminuiti del 16%, da 1.317 nel 2019 a 1.102 nel 2021. Con un tasso di incidenza del 3,2% nel 2021, di cui il 15% è avvenuto sulla strada da/per il luogo di lavoro, e oltre il 90% degli incidenti registrati sono qualificati come di gravità “minore”, ma c’è ancora margine di miglioramento. Inoltre, bisogna tenere conto che calcolare l’impatto ambientale della pelle è un esercizio complesso che richiede un’approfondita comprensione del settore conciario, dei suoi processi e prodotti. Il risultato ottenuto con il metodo ECO2L indica un’incidenza media di 8 kg di CO2 per m2 di cuoio bovino nei processi di concia. Questo dato può però variare in base alle caratteristiche specifiche del cuoio, come lo spessore e i requisiti di prestazione.
Pertanto, poiché ogni lotto di pelle è prodotto secondo ordinativi specifici, i clienti hanno la possibilità di influenzare l’eco-design dei loro prodotti in pelle. Infine, è importante ricordare che l’impatto ambientale del cuoio deriva più dall’allevamento del bestiame e dai prodotti chimici che dai processi di concia. Lo studio mostra anche perché la sostituzione di una sostanza chimica con un’altra dall’impatto ambientale inferiore non sempre si traduce in un miglioramento complessivo. Grazie al lavoro sviluppato insieme nel dialogo sociale, l’industria della pelle europea produce strumenti e informazioni che contribuiscono alla sicurezza dei lavoratori e proteggono l’ambiente, promuovendo pelli sostenibili e di alta qualità, ed assicurando milioni di posti di lavoro in tutto il mondo.