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Feel the Yarn #08

Il nuovo numero ‘Riding the change’ A/W 2023.24


Pennac ci dice che quando non è possibile cambiare il mondo dobbiamo cambiare il nostro modo di guardarlo, anche partendo da prospettive e da angolazioni che possono apparire marginali. Questo è l’input che vuole darci Elisabetta Scarpini, creativa, artista oltre che art director del magazine Feel the Yarn, pensando si adatti bene ad un periodo particolare come quello che stiamo vivendo, ricco di incertezze ed instabilità che ci mettono alla prova e ci misurano con un futuro quanto mai imprevedibile, in cui la progettualità e la costruzione sono divenute sempre più sospese e sempre meno dipendono dall’impegno e dalle prerogative individuali.

Occorre affinare la capacità di adattarci e modificarci, rassicurati dal bagaglio delle nostre esperienze e conoscenze, riuscendo infine a guardare l’orizzonte con la fiducia che deriva dalla condivisione di un’esperienza comune. Con il numero 08 di Feel the Yarn, intitolato per l’appunto ‘Riding the change’, ci vengono proposti quattro possibili percorsi per cavalcare con fierezza il cambiamento. Il primo, ‘Metamorphosis’, ci parla di mutare stato, evolversi, misurarsi col cambiamento, ma anche di trasformare e dare nuova vita attraverso il riciclo e il riutilizzo. Una storia che parla di dinamismo e movimento, della capacità di diventare altro e rinnovarsi lontano da paure ed incertezze. Si passa poi a ‘Empathy’, in cui condivisione, solidarietà, complicità ed inclusione sono alla base del processo. La forza della reciprocità e dello stare assieme: una comfort zone da cui guardare lontano. 

E ancora, artigianalità, know-how, competenza, esperienze personali e collettive: di tutto questo patrimonio culturale da tramandare e da usare come punto di partenza per nuove prospettive si parla in ‘Exploring tradition’. Infine carpe diem, cogli l’attimo: in ‘The dimension of the possible’ si porta l’attenzione sul presente, sull’immediatezza, sul qui ed ora. Questo può dare luogo ad illuminazioni e farci intravedere nuove possibilità e sorprendenti, futuribili interpretazioni del reale: il presente come luogo del possibile.