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Otobong Nkanga

“Il mio lavoro è interconnesso con i luoghi in cui ho vissuto. Ciò che accade in uno influisce sull’altro. Questo vale anche per la natura”. Otobong Nkanga (nata nel 1974) è un’artista visuale e performativa di origine nigeriana, con sede ad Anversa, in Belgio. Nel 2015 ha vinto il Premio Yanghyun. Nel suo lavoro esplora i cambiamenti sociali e topografici del suo ambiente, osserva le loro complessità intrinseche e comprende come risorse come il suolo e la terra, e i loro valori potenziali, siano soggetti ad analisi regionali e culturali. Il suo lavoro è stato presentato in molti spazi illustri tra cui la Tate Modern, il KW Institute (Berlino), lo Stedelijk Museum e la biennale di Sharjah. Ha inoltre partecipato alla XX Biennale di Sydney. Nkanga è un’artista che ama incorporare le risorse naturali nella sua arte per rappresentare i temi del neocolonialismo e della violenza ecologica, utilizzando molte forme espressive come disegni, fotografie, pittura, video e sculture, tuttavia è nota soprattutto per le sue installazioni. Alcune caratteristiche che si trovano nella sua arte includono l’‘emotività materiale’, ossia l’idea che gli oggetti possano sentire, pensare e ricordare, evocata per comunicare le esperienze dei materiali naturali nelle sue installazioni. La frammentazione del corpo è un’altra caratteristica che emerge nelle sue opere e implica la mancanza di senso di un vero tutto. Avvalendosi di oggetti estrapolati dalle scienze naturali e utilizzati come mezzi, Nkanga è in grado di legare insieme diverse idee di cultura, socioeconomia e politica. Tutta l’arte di Nkanga ha uno scopo dietro e lo scopo più comune è la protezione dell’ambiente.