L’industria della pelle si confronta con il Parlamento Europeo
La pelle dovrebbe essere esclusa dall’ambito di applicazione del Regolamento UE sulla protezione dei prodotti concianti (EUDR)
Su iniziativa di Dario Nardella, la discussione ha riunito l’8 aprile scorso a Bruxelles l’industria europea della pelle, con il supporto di delegati di ambasciate e missioni presso l’UE, tra cui Canada, Stati Uniti, Svezia, India, Australia, Vietnam, Giappone e Brasile, insieme a rappresentanti della Commissione Europea, tra cui Luis Planas Herrera, membro del gabinetto della commissaria Jessika Roswall, membri del Parlamento Europeo come Maria Grapini (S&D, Romania) e Francesco Torselli (ECR, Italia), nonché scienziati, in particolare Luca Marrucci, PhD (Università di Pisa), conciatori e ONG. L’evento ha offerto un’importante opportunità di confronto diretto con la Commissione Europea, impegnata nella preparazione dell’Atto delegato EUDR che rivedrà i prodotti soggetti al Regolamento, previsto entro la fine di aprile. La discussione ha chiarito la situazione: la lavorazione del cuoio non è una causa di deforestazione, non lo è mai stata, e la sua inclusione nell’ambito di applicazione del Regolamento UE sulla deforestazione (EUDR) è avvenuta senza un’adeguata valutazione d’impatto.
Dalla ricerca, inclusi studi della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, alle evidenze del settore a livello globale, sono emerse chiaramente le principali preoccupazioni: gli allevatori non sono interessati all’attuazione dell’EUDR in base alle vendite di pelli grezze, che rappresentano solo circa l’1,4% del valore economico di una carcassa bovina; il rischio di escludere un settore industriale europeo dalle catene del valore globali, spingendo di fatto la produzione al di fuori dell’UE; la potenziale generazione di milioni di tonnellate di rifiuti se le pelli non vengono più trasformate in cuoio. Non si tratta quindi solo di un compromesso normativo ma di una questione di scienza, coerenza e buon senso. L’incontro ha inoltre portato una nota di ottimismo per il settore della concia. Luis Planas Herrera, membro del gabinetto della commissaria Jessika Roswall, ha indicato che i prossimi adeguamenti all’ambito di applicazione del regolamento mirano a preservare la competitività industriale dei settori chiave e a garantire che i requisiti e gli investimenti attesi dall’industria rimangano proporzionati, realistici e significativi. “Per la Toscana, questo settore significa posti di lavoro, famiglie e comunità. Sono qui a Bruxelles per difenderlo. Il cuoio e le pelli devono essere esclusi dall’allegato I del Regolamento UE sulla deforestazione. Non perché siamo contrari alla tutela delle foreste ma perché una buona legge deve colpire i veri responsabili della deforestazione, non chi trasforma i rifiuti in un materiale circolare e durevole. L’atto delegato arriverà nelle prossime settimane. Ho voluto avviare questa discussione ora, con la Commissione al tavolo, perché la decisione si sta prendendo proprio adesso. E l’Italia e la Toscana devono far sentire la loro voce”, ha dichiarato Dario Nardella, eurodeputato di Socialisti e Democratici.
“Lo spieghiamo da anni: il cuoio non è una causa di deforestazione: la scienza è chiara, come dimostrano i risultati di Pisa e molti altri studi. Se attuato nella sua forma attuale, il Regolamento UE sulla deforestazione non cambierà la situazione della deforestazione, ma costringerà le concerie europee a chiudere, sposterà la produzione altrove e accelererà il consolidamento, dove sopravvivranno solo i grandi operatori. Alla fine, rischiamo di perdere le PMI, distorcere i mercati ed esportare sia la produzione che l’impatto al di fuori dell’Europa, senza risolvere il problema.” “Il regolamento intende affrontare questo problema”, ha affermato Fabrizio Nuti, Presidente di UNIC – Italian Tanneries. “I requisiti del Regolamento UE sulle concerie (EUDR) sono semplicemente troppo onerosi. Non sarà economicamente vantaggioso per alcuni esportatori, che potrebbero smettere di esportare nell’UE se i loro prodotti saranno soggetti al regolamento. Troveranno altri mercati”, ha dichiarato Callie Stewart della Missione del Canada presso l’UE. La conclusione è chiara: devono prevalere le prove. Il prossimo Atto Delegato sarà decisivo. È giunto il momento di adottare politiche basate su dati concreti. COTANCE continuerà a collaborare con le istituzioni dell’UE e i partner internazionali per garantire che il quadro normativo rifletta la realtà delle catene del valore globali e sostenga un processo decisionale basato su dati concreti.