MFW: Il debutto di J.Salinas
Intervista al designer Jorge Luis Salinas
In occasione della Settimana della Moda di Milano, abbiamo incontrato Jorge Luis Salinas, designer peruviano alla guida dell’omonimo marchio J.Salinas, durante il fitting della sua collezione alla vigilia della sfilata. Sfilando il primo giorno, la sua presentazione inaugura l’importante evento milanese.
In continuità con i riferimenti culturali presenti nelle sue collezioni, questa proposta si ispira ad una delle icone della cultura andina: il Retablo. Nato in epoca coloniale come altare portatile in legno e utilizzato dai sacerdoti spagnoli per evangelizzare, oggi è un simbolo emblematico dell’identità, della storia e della cosmovisione andina. Gli artigiani locali lo hanno trasformato in un archivio visivo della vita comunitaria e della memoria collettiva, capace di raccontare il rapporto sacro con la terra (la Mama Pacha), le montagne, gli animali delle Ande, le feste patronali, le danze tipiche e le tradizioni familiari.
Le creazioni di J.Salinas si distinguono per una lavorazione accurata: fibre naturali di grande valore, ricami artigianali e tecniche ancestrali che valorizzano la silhouette femminile attraverso un gioco di volumi moderno ed esclusivo. Trattandosi di pezzi unici, ritiene che questa collezione possa essere definita alta moda?
Sì, è una collezione di alta moda. Stiamo ricreando e trasformando concetti millenari del Perù in qualcosa di moderno, è questo che cerco nelle mie collezioni. Diventa alta moda per la lavorabilità, per le texture e per la finezza del tessuto che il Perù possiede. È ciò che voglio ottenere: far sì che il Perù sia visto come un paese capace di offrire alta moda rispetto ad altri paesi della regione.
Questa è la quarta partecipazione di J.Salinas alla Settimana della Moda di Milano. Dalla sua prima presentazione con la collezione Autunno/Inverno 2025.26, il marchio è cresciuto rapidamente fino ad entrare nel calendario ufficiale di MFW e a sfilare durante la prima giornata, abitualmente riservata a brand di respiro internazionale, come Prada nelle ultime edizioni. Quale ritiene sia stata la chiave di questa crescita?
Costanza, differenziazione ed evoluzione dei tessuti verso qualcosa di realmente innovativo. Questo elemento distintivo è stato riconosciuto da Camera Nazionale della Moda Italiana, che ogni stagione ci offre commenti di cui abbiamo preso debitamente nota per affinare la nostra proposta. Così siamo riusciti a sfilare il primo giorno della Settimana della Moda, una data difficile per chiunque, e ancora di più se si tratta di un marchio non italiano.
Le collezioni di J.Salinas hanno ricevuto commenti elogiativi da parte di esperti del settore. Quale direbbe che sia il loro elemento distintivo: l’uso di fibre naturali, l’artigianato millenario, l’inclusione sociale o una proposta stilistica propria ed esclusiva?
È un insieme di elementi che originano dal fatto a mano, il partire da un filo. Sì, la creazione e la confezione partono da un filo e, naturalmente, ad esse si aggiunge uno styling di alta qualità che rende il capo più elegante, moderno e raffinato. Quello che vogliamo è offrire alta moda, e arrivare a quel livello è un obiettivo difficile da raggiungere per un paese sudamericano.
Il Perù è già oggi riconosciuto a livello internazionale per la sua straordinaria proposta gastronomica, grazie a figure come Gastón Acurio, che hanno saputo innovare, valorizzare i prodotti locali ed esprimere un territorio multiculturale. Siamo di fronte ad un nuovo capitolo di valorizzazione internazionale della moda peruviana?
Spero di sì. La moda è un campo molto più difficile ma stiamo lottando per conquistare uno spazio e dimostrare che in Perù si creano capi di alta qualità, fatti a mano e con molto talento. È questo il concetto che stiamo cercando di trasmettere a chi vede le nostre collezioni. E, certo, speriamo che questo risultato apra opportunità ad altri designer peruviani e latinoamericani. Come detto, abbiamo un DNA distintivo: il fatto a mano, l’uso del crochet e le fibre organiche delle nostre terre sono valori che possono assicurare uno spazio proprio in un mercato importante come l’Italia, e non solo lì. Noi, per esempio, stiamo aprendo spazi negli USA, nel Regno Unito, in Germania e in altri mercati della regione dove si apprezzano il talento, la creatività e l’artigianato come baluardi dell’alta moda. Speriamo in ulteriori aperture con clienti europei, oltre che con media di livello globale che stanno venendo a conoscere il nostro progetto e a diffonderlo.




