New perceptions | Trend di Stagione

La percezione visiva: il processo di elaborazione, da parte del cervello e attraverso gli occhi, delle informazioni provenienti dal mondo esterno. Gli artisti rinascimentali, con l’invenzione della prospettiva (la “scienza della visione”), avevano stabilito, ingenuamente, la corrispondenza fedele tra realtà oggettiva e percezione visiva, ossia: ciò che vedo è ciò che esiste. Convinzione destinata a svanire in favore di un’interpretazione soggettiva e dunque relativa degli stimoli esterni: si capì ben presto che la nostra visione del mondo circostante è il frutto di una sequenza di dati il cui risultato è tutt’altro che sovrapponibile ad esso. In altre parole: ciò che vedo è ciò che credo che esista. Quello che sappiamo, ad oggi, è che gli occhi sono soltanto un tramite, uno strumento nelle abili mani del cervello, vero e unico artefice della nostra interpretazione della realtà. Nonostante il suo ruolo primario tuttavia, quest’ultimo non è infallibile, potendo facilmente essere tratto in inganno da una serie di fattori che ne determinano l’errore. Non soltanto le patologie e i disordini ottici o cognitivi ma anche la velocità con cui un cervello ‘sano’ deve elaborare gli stimoli esterni può produrre un’alterazione della visione, causando vere e proprie distorsioni percettive. Inganni con i quali gli artisti contemporanei a volte si cimentano attraverso tecniche come le manipolazioni prospettiche e l’anamorfismo, per darci un’interpretazione del mondo, alternativa a quella canonica, che vive nello “scarto tra percezione immaginaria e visione comune”. Pensiamo ai paesaggi impossibili di Jeffrey Milstein, ai ‘disegni’ sugli spazi di Georges Rousse, alla body painting illusoria e sorprendente di Cho Hikaru. Sono solo alcune delle escursioni estetiche sugli effetti stranianti dell’inganno ottico, protesi alla sublimazione della realtà oggettiva. Per mano dell’artista e attraverso la sua ‘adulterazione’, i difetti del mondo scompaiono e la fruizione dell’opera diventa esperienza sensoriale sconcertante e inattesa. In New Perceptions, visioni disorientanti, punti di vista spiazzanti, profondità immaginarie, creano luoghi o memorie di luoghi enfatizzati e distorti. Il mondo stesso e la nostra visione di esso vengono messi in discussione, rimpiazzati da un’idea priva di sostanza e simile ad un sogno, quella che ciò che vediamo non esista, non sia mai esistito. Diffidando da ciò che percepiamo e varcando la soglia del dato oggettivo, ci apriamo a nuovi mondi, a nuove, sconvolgenti dimensioni.

Ricerca: Elisabetta Arcaroli per la stagione Autunno/Inverno 2023/24.

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