Qualche appunto da Milano Unica
Sostenibilità e Responsabilità. Il tessile italiano disegna il suo futuro
Dedicata alla Primavera/Estate 2023, la 34esima edizione di Milano Unica ha messo in scena tre visioni. Raggruppate sotto il grande ombrello del concetto di vacanza le proposte stilistiche anelano alla libertà, alla spensieratezza, alla leggerezza dell’evasione (il riferimento al post-pandemia è ovviamente presente ovunque). Ma se le proposte di stile si lanciano, giustamente, verso l’escapismo un po’ sognante, il discorso sugli avanzamenti aziendali si fa più realista e concreto. I concetti che risuonano negli stand, nelle esposizioni, nelle conferenze stampa sono essenzialmente due. Si parla del valore fondante della formazione per la ripresa della filiera (il settore deve affrontare la sfida considerando le ambizioni mutate di una gioventù che cerca nel lavoro un mezzo per un’affermazione personale a più livelli) e il grande ombrello della Sostenibilità, fatto di Report, Certificazioni, B Corp. In poche parole: tabelle di marcia sempre più verdi.
Se per il primo grande tema il Presidente di Milano Unica, Alessandro Barberis Canonico, afferma che è necessario accompagnare l’“adeguata formazione tecnica e culturale” ad un discorso più complesso “sulla remunerazione, che deve essere affrontato a più livelli”, il secondo è permeato da una filosofia che racconta un’etica sociale e aziendale rinnovata, una mentalità responsabile e attenta, un nuovo modo di fare impresa. A partire dalle persone.
Pensiamo all’imperativo People First, fatto proprio da Successori Reda, storico lanificio biellese fondato nel 1865, dal 2020 anche B Corp, che si sofferma sull’attenzione alla dimensione sociale della sostenibilità. Formazione professionale, benessere organizzativo, smart working, affiancamento per i nuovi assunti, formalizzanado ruoli che nel tessile non sempre sono presenti, come quello di sustainability manager e di chemical manager. Come afferma Ercole Botto Poala, CEO di Successori Reda, è una questione di pura “sopravvivenza e misurabilità”. Riconfermata come azienda Top Employer Italia, si prefigge traguardi importanti, da leggere come formalizzazioni dell’impegno non solo a “crescere sostenibile” ma anche a soddisfare i più alti standard di performance sociale e ambientale, di trasparenza e responsabilità, avvalendosi all’occorrenza di framework come 4sustainability di Process Factory – l’innovativa agenzia che garantisce le performance di sostenibilità della filiera del fashion & luxury – in grado di sostenere, strutturare e monitorare nel tempo il livello di implementazione delle iniziative. Proprio in questa collaborazione è stato ottenuto il livello Excellence nell’implementazione del protocollo 4s CHEM per l’eliminazione delle sostanze chimiche tossiche e nocive in linea con la metodologia ZDHC.
La misurabilità delle azioni sostenibili sta a cuore anche ad Andrea Crespi, Direttore Generale Eurojersey S.p.A, che sostiene che il monitoraggio è fondamentale per capire non solo cosa fare ma anche come farlo. Il Footprint Report di cui si dotano ogni anno è proprio la chiave per comunicare in modo semplice e diretto l’impronta ESG (Environment, Social e Governance) dell’azienda per stabilire i pilastri dell’innovazione sostenibile. Dal collaborare con i propri fornitori per ricercare materie prime sostenibili al progettare tessuti Sensitive Fabrics più durevoli e performanti, dal creare valore per i clienti con progetti tailor-made al ricercare nuove soluzioni per ridurre i consumi e l’impronta ambientale del processo produttivo. Trasparenza, fiducia e impegno: una vera e propria cultura della sostenibilità che si unisce alla responsabilità ambientale, sociale ed economica per innescare un processo di miglioramento continuo.
Anche Piacenza 1733 considera la misurabilità centrale per le proprie azioni. In occasione di Milano Unica infatti ha presentato un aggiornamento del suo Report come strumento utile a definire al meglio gli obiettivi e indirizzare gli impegni dell’azienda. Un progetto ad alto contenuto tecnologico realizzato secondo il metodo di reporting 4sustainability basato sullo standard globale per la reportistica GRI – Global Reporting Initiative. Il report, i cui obiettivi di miglioramento si riferiscono ai 17 Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite, è uno strumento chiave per misurare e comparare le performance aziendali. Essere il progresso. Viverlo attivamente con la creazione di tessuti innovativi, puntando sempre a standard di qualità superiori, cercando soluzioni capaci di migliorare il processo produttivo e il lavoro delle persone, nella completa salvaguardia dell’ambiente.
Altissima l’attenzione sui progetti di economia circolare pre-consumer per incrementare la qualità e diminuire l’obsolescenza. Manteco, storica azienda pratese all’avanguardia nella filosofia zero-waste, mira a governare l’intera circolarità con i progetti Project43 e Project53. Se il primo ha lo scopo di ottimizzare i materiali esistenti, recuperando i ritagli dai confezionisti che utilizzano i tessuti Manteco rigenerandoli poi in nuovi tessuti di lusso, il secondo spinge ancora un po’ più in là il concetto di circolarità e pratica responsabile, perché ha lo scopo di ottimizzare e ridurre a zero gli avanzi di confezione di qualsiasi produttore, riciclando tutto ciò che è invenduto, difettato o addirittura post-consumo, quando il brand offre un take back program ai propri clienti. Dal loro Report di Sostenibilità redatto dal 2016 in accordo agli standard GRI – Global Reporting Initiative si legge infatti che la strada è tutta creata nel solco di tracciabilità e eccellenza della supply chain.
Progetti e filosofie che non stanno più nelle pagine delle iniziative “verdi” ma che stanno rimodellando nel profondo i processi e i sistemi produttivi. Il principio di responsabilità che si respira in questi nuovi impegni è il tentativo di coniugare etica e realismo d’impresa. Con lucida speranza.