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Parliamo di sostenibilità
con Lanificio dell’Olivo

Il work in progress green


Lanificio dell’Olivo ha avviato il programma Going Green e sottoscritto il protocollo Detox nel 2016, con largo anticipo rispetto alle recenti tematiche di sostenibilità. Ogni filato in collezione ha almeno una certificazione, tra le quali da poco si aggiunge Nativa, certificazione creata per garantire trasparenza e tracciabilità nella fornitura delle migliori lane lungo la filiera. Con Nativa, Lanificio dell’Olivo dimostra di acquistare solo lana di altissima qualità, proveniente da allevamenti certificati e tracciabili del Sud America.

La tracciabilità è un aspetto fondamentale della filiera e di grande importanza è la scelta degli allevatori, che determinano il benessere degli animali e del terreno, e quindi del prodotto finale. La qualità dell’ambiente in cui pascolano le pecore ha un impatto significativo sulle proprietà della lana, sui micron e sulla robustezza delle fibre. Con Nativa, ogni allevatore si impegna a rispettare i protocolli in termini di benessere animale, gestione del territorio e standard industriali.

Sempre in tema sostenibilità, l’azienda sta preparando il bilancio ed ha aggiunto il pilastro 4s Planet (oltre a 4s Chem, 4s People, 4s Materials e 4s Trace di cui ha ottenuto il livello Advanced) al protocollo 4sustainability®, un pillar che ha l’obiettivo di misurare l’impatto sull’ambiente e testimoniare il processo consapevole di utilizzo delle risorse con un’analisi iniziale volta a ridurre l’uso di acqua, energia ed emissioni di CO2 durante il processo di produzione. Il Lanificio dell’Olivo ha chiuso il 2022 con un fatturato record di 22 milioni di euro e il primo trimestre del 2023 sta proseguendo con buoni risultati, nonostante un trend di mercato in fase di rallentamento.