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AlpTextyles: scrivere
il paesaggio alpino

Alla 41° edizione di Milano Unica l’eredità immateriale ridisegna l’industria tessile delle Alpi


Esistono territori in cui il saper fare e il paesaggio si confondono fino a diventare un unico racconto vivente. Sulle Alpi questo racconto si intesse di fibre di lana, piante tintorie, gesti ripetuti a mano, storie sussurrate dai pastori, reinventate dai designer insieme alle mani artigiane locali.

È qui che AlpTextyles trova le sue radici: non in una nostalgia del passato, ma nella convinzione che il patrimonio culturale immateriale delle comunità alpine, quel sapere sottile custodito nelle parole tramandate, nella sapienza artigiana, nei ritmi stagionali, possa ancora offrire forme di resilienza a un’industria tessile che cerca di ricucirsi al territorio.

Lanciato nel 2022 all’interno del programma Interreg Spazio Alpino e sostenuto dall’Unione Europea, AlpTextyles riunisce dodici partner da Austria, Francia, Germania, Italia, Slovenia e Svizzera. Una rete eterogenea che spazia dai poli culturali locali come Polo Poschiavo e Stand Montafon, all’agenzia di sviluppo territoriale Razvojna Agencija Sora nella municipalità di Škofja Loka, fino agli istituti di ricerca come ZRC SAZU (Research Centre of the Slovenian Academy of Sciences and Arts), l’Università di Erlangen-Norimberga, l’Istituto Marangoni di Milano e la emlyon business school. Completano il quadro il cluster per l’innovazione tessile francese Techtera, il centro svizzero Mediplant, che esplora il potenziale delle tinture naturali, e lo studio di communication design italiano Bellissimo, insieme alle voci dell’industria come Confindustria Moda e alle autorità regionali, tra cui Regione Lombardia.

 Il loro orizzonte comune è chiaro: ripensare l’uso delle risorse locali e affrontare il cambiamento climatico intrecciando ricerca, coinvolgimento delle comunità, formazione e pratica progettuale. Pascoli autoctoni nei prati d’altura, lino e piante tintorie riscoperte, fusi e telai: un kit di strumenti per filiere circolari radicate nei luoghi.

Fin dall’inizio, il progetto ha mappato lo stato attuale delle pratiche tessili alpine — tracciando come saperi locali, estetiche e industria si incrociano oggi. Da questa base sono nate azioni pilota che hanno attraversato confini: i laboratori di feltro a Škofja Loka, la festa del lino Brächete in Val Müstair, la Transumanza Culturale che ogni maggio attraversa la Valle Camonica, la Alpine Icon Summer School a Monno. Ogni tappa ha invitato le comunità a riscoprire l’artigianato come metodo vivo di resistenza e continuità.

A luglio AlpTextyles accoglierà i visitatori di Milano Unica (8-9-10 luglio) in uno stand concepito come un paesaggio tattile: lane grezze, capi di design contemporaneo, manufatti tessili, colori naturali, trame, racconti.

Un’esposizione stampata su pannelli tessili accompagna i visitatori dentro le tappe principali del progetto, dalla ricerca sulle filiere locali alle indagini sui consumi, dal coinvolgimento delle comunità all’innovazione tecnica e alla progettazione collaborativa.

I tessuti diventano superfici narrative, leggere ed evocative, in linea con l’immaginario visivo di AlpTextyles. Accanto, uno spazio digitale apre la porta al Metaverso AlpTextyles, un ambiente immersivo dove paesaggi, fibre e saperi artigiani si riscrivono in esperienze interattive.

Qui si potrà anche esplorare in anteprima il MOOC AlpTextyles, un corso online aperto e gratuito pensato per diffondere pratiche sostenibili e circolari tra studenti, professionisti e comunità. A completare il percorso, la Meeting Zone invita a fermarsi, sfogliare materiali, scansionare QR code, dialogare con chi dà forma a questo racconto comune — uno pazio di scambio tra buyer, designer, giornalisti e visitatori curiosi.

Le Narrative Labels, presto disponibili per artigiani e aziende, porteranno avanti questo intreccio: piccole storie cucite su ogni prodotto, segni di un impegno condiviso a ripensare la filiera alpina come luogo di connessioni e possibilità. Un’etichetta che si fa una porta verso il genius loci di un mondo antico e nuovo allo stesso tempo.

Ogni Narrative Label porta con sé anche il payoff Intertwining cultures: i dodici fili e le montagne da cui tutto parte, l’intreccio verde che racconta l’approdo comune — un segno visivo che riafferma il legame vivo tra territori, comunità e futuro.

Pochi giorni dopo, a Confindustria Moda, il progetto riunirà le voci delle PMI alpine, delle istituzioni culturali, dei giovani designer per riflettere su come tradizione e innovazione possano co-creare filiere regionali non solo economicamente sostenibili, ma anche culturalmente radicate.

E non sarà che una tappa di un percorso più lungo. A maggio si è appena conclusa la seconda edizione dell’AlpTextyles Community Festival in Valle Camonica: tre giorni di arte tessile, laboratori, incontri e la Transumanza Culturale come gesto simbolico in cui greggi, artigiani e cittadini disegnano sentieri che attraversano prati e generazioni. Ad agosto, l’AlpTextyles Living Experience viaggerà in Slovenia, intrecciando eredità e arte contemporanea in un’installazione site-specific per la Bjen Biennale e in un laboratorio itinerante lungo una tratta ferroviaria speciale. In ottobre, a Lione, il progetto approderà con il suo Business Day, pensato per le PMI che vogliono sperimentare cosa significhi tradurre la sapienza artigiana locale in strategie di mercato, politiche, alleanze nuove.

Forse è proprio questo, in fondo, che AlpTextyles ci consegna: l’idea che il genius loci non sia un’immagine ferma, ma una trama di tempo, mani e storie che continua a riscriversi ogni volta che un gesto antico incontra un sapere nuovo – un intreccio di culture. 

Un filo che non si interrompe, ma si rinnova — stagione dopo stagione, passo dopo passo — in quei paesaggi d’altura dove il tessile diventa ancora una volta materia, comunità, possibilità.