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reluctance

Vivere temporaneamente uno stato di indolenza consapevole. Non avere voglia. Di agire, di prendere decisioni e posizioni. Esitare ancora un po’, prima di cominciare a marciare. Abbandonarsi languidamente, ciondolare pigri nel limbo dell’esitazione. Diffidare delle passioni, dei coinvolgimenti. Sentirsi inadeguati, rimanere perplessi sulle mosse da compiere. Scrollarsi di dosso le responsabilità, come polvere da un comodino. Sgattaiolare furtivamente e poi nascondersi. Dalle persone, dal mondo, da noi stessi. Avvolgersi segretamente in un guscio delicato di riguardo e riservatezza. Guardare timidi a ciò che avviene intorno a noi, preferendo il silenzio alle parole vuote. Smettere di cercare di sciogliere i nodi di un’esistenza complessa, accettarne i grovigli inestricabili. Crogiolarsi nel torpore della noncuranza, del disordine involontario. Seppellirsi nell’accumulo dei resti del vivere quotidiano. Lasciar correre, non preoccuparsi. A volte, arrendersi all’incuria, alla trascuratezza, rasentare la sciatteria. Tagliarsi da soli vestiti e capelli, preferire il lato rovescio e malfatto delle cose.
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