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AlpTextyles. A Project in Evolution

From living heritage to present-day practices, towards a future woven together


Vi avevamo raccontato («AlpTextyles: scrivere il paesaggio alpino») l’idea di un patrimonio che non si conserva soltanto, ma si attiva: una scrittura viva del territorio, capace di connettere culture, materiali e visioni. Oggi, a progetto quasi concluso, quel filo si tende ancora, si allunga verso nuove forme e pratiche: risorse digitali, strumenti educativi e materiali partecipativi mostrano come quell’idea iniziale si sia tradotta in possibilità concrete, disseminate nei territori e condivise tra saperi. Un segno che il filo tessile iniziato allora continua a dispiegarsi, stagione dopo stagione. Negli ultimi mesi, infatti, AlpTextyles ha continuato a tessere connessioni. Dopo la partecipazione alla 41ª edizione di Milano Unica e la conclusione formale del progetto, è ora disponibile una serie di risorse che illustrano come il patrimonio tessile alpino possa essere attivato in chiave educativa, creativa e politica.

Si parte con un MOOC per riscoprire e valorizzare il patrimonio tessile alpino. Il corso online Living Textile Heritage of the Alps è pensato per studenti, designer, artigiani, professionisti culturali e amministratori locali che vogliano esplorare il patrimonio tessile alpino come leva per l’innovazione sostenibile. Il corso accompagna i partecipanti attraverso i paesaggi della lana e del lino, dei colori vegetali, delle tecniche manuali e dei codici estetici locali, con particolare attenzione alla documentazione digitale, alla progettazione circolare e al riuso creativo. Dalle pratiche comunitarie alle mappe dei dati, dagli archivi alla valorizzazione territoriale, il MOOC mostra come il sapere ereditato possa trasformarsi in risorsa per la progettazione contemporanea e lo sviluppo culturale. Tra gli spazi digitali sviluppati dal progetto, non poteva mancare il Metaverso AlpTextyles. Presentato in anteprima a Milano Unica in formato VR, è ora accessibile anche da desktop: un ambiente immersivo in cui archivi materiali, capsule collection e contenuti educativi convivono in un’esperienza fluida, multisensoriale e narrativa. Le creazioni degli studenti di Istituto Marangoni dialogano con capi storici trasformati in gemelli digitali, mentre video, testi e materiali d’archivio si aprono al pubblico in una nuova modalità di apprendimento e scoperta.

Ed è proprio attraverso il racconto, la creazione collettiva e i rituali pubblici che il patrimonio immateriale si rinnova, trasformando la memoria in una risorsa condivisa per immaginare futuri sostenibili. Proprio con questi obiettivi in mente, AlpTextyles ha sviluppato tre strumenti specifici che non solo mappano e documentano ma mettono il patrimonio in condizione di essere vissuto, appreso, scambiato. Il Policy Brief propone linee guida per rafforzare il legame tra politiche territoriali, patrimonio immateriale e filiere sostenibili, rivolgendosi agli enti pubblici, alle amministrazioni e agli stakeholder alpini. I nuovi Heritage Safeguarding Toolkit, rivolti a comunità, archivi, musei e istituzioni locali, propongono strumenti per raccogliere materiali, digitalizzare saperi e attivare pratiche partecipative, affinché il patrimonio tessile resti vivo e continui a essere condiviso con le generazioni future. Infine, l’Orientation Guide 2025 offre un vero e proprio decalogo per accompagnare le piccole e medie imprese tessili alpine verso una transizione circolare e consapevole del proprio patrimonio, con strategie di design responsabile, tracciabilità, storytelling e contrasto all’“Alpwashing”. Tutti questi strumenti non solo mappano e documentano ma mettono il patrimonio in condizione di essere vissuto, appreso, scambiato. È nella condivisione tra generazioni, saperi e culture che il tessile alpino diventa un linguaggio comune, un ponte tra memoria e progetto.

Un esempio emblematico di questa trasmissione viva è rappresentato dalla Coperta Poschiavina. In molte famiglie della Valposchiavo, in Svizzera, queste coperte di lana a righe colorate sono ancora parte della quotidianità domestica. Ogni variante cromatica porta con sé genealogie affettive e codici familiari. Un tempo parte della dote matrimoniale e tessute in casa, erano esposte nelle cucine, al centro della vita. Oggi il Museo Valposchiavo ne conserva una collezione permanente, documentando le differenze nei motivi e nei colori che ogni famiglia adottava secondo la propria tradizione. Ma ciò che rende questo caso emblematico è la sua attualità: la Tessitura Valposchiavo continua a produrre queste coperte, dando nuova vita a una pratica radicata nel territorio. In collaborazione con il Polo Poschiavo, AlpTextyles ha avviato un’azione partecipativa per raccogliere testimonianze, fotografie e storie legate a questi oggetti: perché il patrimonio immateriale si tutela anche così, generando racconto, scambio, riconoscimento.

A consolidare questo paesaggio di saperi contribuisce anche il fondo donato al museo dalla tessitrice Anna Maria Foppoli: una raccolta sistematica di campioni tessili che, con rigore e sensibilità, restituisce la ricchezza formale e cromatica delle coperte originali. Un gesto di cura che riafferma il valore della trasmissione come atto culturale e affettivo, capace di trasformare il passato in una risorsa condivisa. È anche grazie a gesti come questo che la cultura tessile si radica nel presente, continuando a produrre relazioni, memoria, possibilità. Il patrimonio, in questi approcci, non si conserva soltanto: si mette al lavoro. Esiste nei gesti quotidiani, nei saperi silenziosi, nelle mani che tessono e insegnano a tessere. Praticato. Raccontato. Trasformato. Per questo, la trasmissione intergenerazionale non è un orpello nostalgico ma un’urgenza concreta. Non un passato da cristallizzare ma un sapere da attivare. Perché la memoria diventi infrastruttura del futuro: dal patrimonio vivente alle pratiche del presente.